LO SPECCHIO

Rifletto, rifletto, ma ogni volta non accetto quello che appare, perché sono lo specchio solo delle mie brame, dei miei desideri; che se non corrispondono a quello che appare, non accetto su di me. Più che di riflettere, forse ho bisogno di flettere, di abbassare quell'io che si inorgoglisce appena faccio da specchio. Sono orgoglioso della mia riflessione, e mi esalto con essa, invece di abbassarmi e lasciare che essa, facendomi apparire per quello che sono, mi dica la verità. Sono lo specchio delle mie brame, non della realtà e della verità che non voglio accettare; sono il più bello del reame, senza guardare nello specchio, ma quasi pretendendo che esso faccia apparire quello che non sono. Sono forse uno specchio deformante, ottenebrante, illusionista e che nasconde a se stesso quello che è: riflesso. Vorrei essere io quello che riflette, invece di essere quello che è riflesso. Devo forse capire che non sono io la verità, ma soltanto il suo riflesso, non sono la realtà, ma solo la sua riflessione.  Devo iniziare a riflettere meglio questa cosa...