IL TAVOLO

 
Tutti attorno a me, a ritrovarsi per il cibo, o per il lavoro; qualcuno sta con me ore e ore in ufficio, e tutti loro sanno di poter contare su di me per le loro attività; anche per il gioco mi hanno reso tavolo apposito e speciale; pensate che anche nella religione, mi han dato una tale importanza che...beh, lasciamo perdere. La questione di fondo è che la mia partecipazione è sempre centrale e basilare, ma io vorrei ogni tanto andarmene via da questa situazione che, anche se è la mia vocazione, forse potrebbe essere vissuta con un po' più di libertà. Cosa intendo? Ditelo al mio parente che sta al mare, tra le onde, a divertirsi e a spassarsela sulla cresca dei cavalloni del surf! Non dico che un tavolo ha diritto al volo, a innalzarsi al cielo. No, questo no; sarebbe un tradimento della vocazione. Ma la possibilità di spiccare ogni tanto un piccolo volo al di là della mia funzione, questo sì. Mi basterebbe essere stabile e duttile anche solo una volta come tavolo da pic-nic e godermi un po' l'avventura nel mondo.